Wineblogger? Wine not!

Autore: Michele Nasoni
Edizione del premio: Edizione 2021

Un buon vino è come un buon film:
dura un istante e ti lascia in bocca un sapore di gloria;
è nuovo ad ogni sorso e, come avviene con i film,
nasce e rinasce in ogni assaggiatore. Così parlò Federico Fellini

Viaggi, racconti, aneddoti, e storie. Ricordi. Memorie lontane. Il vino, un viaggio sensoriale, dentro di Te. Storia e cultura. Civiltà. Arte e poesia. Tradizione e progresso. Sapori e profumi. Sensazioni. Emozioni. É quello che troverete in questa raccolta di esperienze e degustazioni. Storie di vino ma non solo. Storie nelle storie: arte, cultura, letteratura, scienza e un pizzico di sana fantasia si intrecciano ai racconti di vini e cantine rendendo la narrazione leggera e coinvolgente. Un modo diverso e originale di raccontare, con un linguaggio semplice e scevro di tecnicismi che conferisce freschezza e immediatezza alla narrazione.

La cantina che ho costruito in questi miei racconti non guarda al valore di ogni bottiglia, ma ai valori veri che sono dentro ad ogni bottiglia: storia, tradizione, territorio, famiglia, franchezza, passione. Storie d-vino, ma soprattutto storie di vita, di persone, di luoghi e di territori. Storia e cultura, miti e leggende. Passione e amore. E tanto duro lavoro. Perché “il vino è come la poesia, che si gusta meglio, e che si capisce davvero, soltanto quando si studia la vita, le altre opere, il carattere del poeta, quando si entra in confidenza con l’ambiente ove è nato…”

E dunque non parlerò troppo di ciliegie sotto spirito, piuttosto che cuoio o liquirizia o vaniglia, mentre invece ti racconterò della passione che ci mette Gemma nel proseguire la tradizione dei suoi nonni, della commozione di Luciano che ha chiamato il suo vino con il nome del nonno da cui è nato tutto, di Pietro che nonostante ogni sirena commerciale continua a fare il suo vino come lo facevano 5 generazioni fa. Queste sono per me le cose che danno il vero valore ad un vino, e dentro il vino, credici, ce le senti! Ed è il motivo per cui preferisco raccontare del perché un Brunello lo definisco degli Angeli piuttosto che del tramonto, oppure definisco un vino rococò piuttosto che eretico o irrazionale, o del perché mi permetto di dare all’Amarone l’appellativo di superbo, di accostare un Barolo alla Nona Sinfonia di Beethoven o lo Champagne alla più seducente seduttrice tra le donne.

Storie in bilico tra il sogno e la realtà, e sempre con un pizzico di magia, che hanno l’unico scopo di suscitare curiosità, interesse, stupore, con l’intento di farti innamorare del vino e del suo mondo meraviglioso, allargando virtualmente il calice alla sfera delle sensazioni, dell’irrazionale, dell’intimità. Passione, desiderio, eccitazione. Ancora una volta sensazioni ed emozioni prima ancora che colori e aromi. Il vino come esperienza intima e introspettiva. Quindi unica. Conviviale sì, ma in fondo solo tua.

Questo è il mio mondo di vino e spero che possa diventare anche il tuo. Un cammino spirituale, un viaggio dentro sé stessi, dove non è importante la meta, quanto ogni passo, in quanto ogni passo è gioia, felicità e condivisione. Con chiunque abbia voglia di esserci.

Se sostituiamo “camminare” con “bere” e “passo” con “sorso”, ecco che il cerchio magico si chiude!

Buona lettura, ma soprattutto buona degustazione!

 

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